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Bahá'u'lláh
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top
È il fondatore della mwbwfede bahá'í ed è considerato dai Bahá'í una mwcaManifestazione di Dio e autore di una rivelazione che si pone come l'ultima di una lunga catena di Rivelazioni divine che si sono manifestate nel corso dei secoli attraverso gli insegnamenti di Messaggeri come: mwcqKrishnacite-ref-1[1], mwdgZoroastrocite-ref-2[2], mwewBuddhacite-ref-3[3], mwgaGesù Cristocite-ref-4[4], mwhqMaometto.cite-ref-5[5]cite-ref-cbuck-6-0[6]
Secondo Bahá'u'lláh molti dei princìpi morali delle note religioni nel corso dei millenni sono stati tradotti in strutture e modelli di comportamentocite-ref-7[7] che sono serviti a nobilitare i rapporti umani e a promuovere la vita collettiva dell'umanità.
Contents
• Famiglia
• Báb
• Baghdad
• Acri
• Bahjí
• Opere
• Note
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Introduzione
Nella prospettiva bahá’í ciò si avvierà nuovamente e rapidamente quando mwlgl'anarchia inerente alle sovranità nazionali e la disunità religiosa verrà superata e quindi sarà tentata e poi raggiunta mwlwl'unificazione dell'intera umanità con un ordine internazionale nuovo basato sulla giustizia.
«Giustizia e diritto sono base al tuo trono. Clemenza e fedeltà ti camminano innanzi.
»
«L’unificazione dell’intera umanità è il contrassegno dello stadio che la società umana sta ora per raggiungere. L’unità familiare, l’unità della tribù, della città-stato e della nazione sono state l’una dopo l’altra tentate e pienamente conseguite. L’unità del mondo è la mèta per la quale questa umanità afflitta sta lottando. Il periodo della fondazione delle nazioni è ormai terminato e sta giungendo al suo culmine l’anarchia inerente alle sovranità nazionali. Questo mondo in crescita verso la maturità deve abbandonare un tale feticcio, riconoscere l’unicità e l’organicità delle relazioni umane e instaurare una volta per sempre il meccanismo che meglio potrà incarnare tale fondamentale principio della sua vita.»
(Shoghi Effendi, 1936cite-ref-9[9])
Baháʼu'lláh descrive gli esseri umani come esseri fondamentalmente spirituali e insegna che lo scopo della religionecite-ref-10[10] è quello di legare amorevolmente i cuori nell'unità per promuovere il progresso collettivo dell'umanità. Egli invita gli individui a vivere una vita basata su principi spirituali mediante i quali si possono trovare soluzioni per ogni problema sociale.
L'uomo materialmente ha tutto ciò di cui ha bisogno per risolvere le sue sfide, ciò che manca ancora è una chiara visione di ciò che è adeguato all'umanità, e la maturità spirituale utile nel partecipare progettualmentecite-ref-11[11]cite-ref-12[12] e concretamente a fare ciò che dev'essere fatto per realizzare lmwsa'mwsqunità organica all'essenziale bellezza della sua diversità.cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]
Bahá'u'lláh affermò che:
«la Terra è un solo Paese e l'umanità i suoi cittadini
»
e che:
«Il benessere dell'umanità, la sua pace e la sua sicurezza saranno irraggiungibili, a meno che e finché la sua unità non sia saldamente stabilita
»
Si rivelò come «Colui che Dio renderà manifesto» cioè il promesso dal mwxwBabismo e il mwyaMessaggero di Dio per la realizzazione delle promesse mwyqescatologiche del mwygCristianesimo, dell'mwywIslam e delle altre Religioni rivelate, «l'educatore tanto atteso» dall'umanitàcite-ref-cbuck-6-1[6]cite-ref-1-17-0[17]. Bahá'u'lláh a causa del suo messaggio e della sua universale dottrina subì l'imprigionamento e l'esilio da parte dell'mwbaImpero persiano e poi altro esilio e imprigionamento da parte delle autorità ottomane e il suo quarantennale confino si concluse ad mwbqAcri in mwbgPalestina, dove trapassò nel 1892 ed il suo corpo è sepoltocite-ref-cbuck-6-2[6], meta di mwcwpellegrinaggio dei suoi seguaci, noti come bahá'í che ora risiedono in tutto il mondo e sono milioni.cite-ref-18[18]cite-ref-the-world-of-the-bah-faith-19-0[19] Scrisse numerosi libri, i quali sono considerati sacri dai fedeli; i più basilari dei quali sono il mwfamwfqKitáb-i-Aqdas (Il libro più Santo) e il mwfgmwfwKitáb-i-Íqán (Il libro della Certezza).
I baháʼí considerano Baháʼu'lláh una mwhgManifestazione di Diocite-ref-20[20], un perfetto intermediario tra le persone e il loro Creatore, simile a Buddha, Gesù e Muhammad.cite-ref-the-world-of-the-bah-faith-19-1[19]cite-ref-21[21] Sin dagli albori dell'umanità, si ritiene che Dio abbia inviato una serie di maestri divini per educare la razza umana in tutti i tempi e in tutte le aree per raggiungere una crescita spirituale, morale, sociale e intellettuale sempre maggiore.cite-ref-chelsea-house-publishers-22-0[22] L'affermazione di Baháʼu'lláh di essere il più recente in questa serie di profeti inviati da Dio è la base per il diffuso riconoscimento della sua fede come l'unica religione mondiale indipendente emersa nell'era moderna.cite-ref-chelsea-house-publishers-22-1[22]
Famiglia
Bahá'u'lláh nacque a mwnqTeheran da mwngMírzá Buzurg, nome con cui era noto Mírzá `Abbás-i-Núrí (mwnwin persiano ميرزا عباس نوري), noto calligrafo e ministro di corte, membro dell'mwoaaristocrazia persiana, e da Khadíjih Khánum. Il padre ricoprì importanti incarichi governativi, ai quali sarebbe stato destinato anche Husain (Bahá'u'lláh) che, tuttavia giunto il suo momento, garbatamente rifiutòcite-ref-23[23].
Bahá'u'lláh ebbe tre mogli:
La prima moglie fu mwpwÁsíyih Khánum (آسیه خانم), figlia di un nobile persiano, che sposò a Teheran nel settembre-ottobre mwqa1835. Dalla loro unione nacquero sette figli, dei quali ricordiamo: ‘Abbás Effendi (mwqq1844-mwqg1921) che, dopo la morte del padre, prenderà la guida della comunità bahá'í (dal 1892 al 1921) con il titolo di mwqw'Abdu'l-Bahá, «Servo della Gloria»; mwraBahíyyih Khánum (mwrq1846-mwrg1932) e mwrwMírzá Mihdí (mwsa1848-mwsq1870)cite-ref-taherzadeh-24-0[24].
Il secondo matrimonio fu con una cugina Fátimih Khánum. Il matrimonio avvenne a Teheran nel mwtw1849. Dalla loro unione nacquero sei figli, dei quali ricordiamo: Samadíyyih (figlia morta nel mwua1904-mwuq05), Mírzá Muḥammad-`Alí (figlio, mwug1852-mwuw1937), Ḍíyá'u'lláh (figlia, mwva1864-mwvq1898) e Badí'u'lláh (figlio, mwvg1868-mwvw1950)cite-ref-taherzadeh-24-1[24].
I mwzaBahá'í considerano mwzqBahá'u'lláh con mwzgÁsíyih Khánum e i loro figli come sacra famiglia, in quanto loro sostennero e seguirono amorevolmente e costantemente la Fede in Dio insegnata da Bahá'u'lláhcite-ref-25[25].
Báb
Nel mw1q1844, Siyyid Mírzá `Alí-Muhammad, che prese il titolo di mw1gBáb, affermò di essere l'atteso mw1wMahdi dell'mw2aIslamcite-ref-26[26]. "Il mw3qBáb" diede origine a un movimento religioso, il mw3gBábismo, che si diffuse velocemente in tutto l'impero persiano, suscitando la viva e feroce opposizione del mw3wclero islamicocite-ref-eesslemont-27-0[27]. Il mw5aBáb fu fucilato nel mw5q1850, all'età di trentun anni in una piazza di mw5gTabriz e la comunità religiosa che da lui prese il nome fu quasi interamente sterminata negli anni mw5w1852-mw6a1853cite-ref-eesslemont-27-1[27]. Nella maggior parte dei suoi scritti il Báb accennò a mw7qColui che Dio renderà manifesto come al promesso dalle sacre scritture che avrebbe instaurato sulla Terra il regno di Dio e profetizzò la sua rivelazione come imminentecite-ref-28[28]. Lo storico A.L.M. Nicolas nella sua introduzione al primo volume del mw8w‘Bayan Persan’ (pp.mw9a 3–5) scrive: “Tutti concordano che gli era assolutamente impossibile proclamare e divulgare la sua dottrina fra gli uomini. Doveva agire come il pediatra che, per ammansire i suoi piccoli pazienti, nasconde la medicina amara sotto lo zucchero. … dovette nascondere il proprio pensiero sotto numerosi giri di parole e limitarsi a versare goccia a goccia il filtro delle sue divine verità” il mw9qBáb si riferiva a mw9gColui che Dio renderà manifesto come al Promesso dalle sacre scritture che avrebbe instaurato sulla Terra il regno di Dio, preannunziando come imminente la sua rivelazione, e nel suo ‘Kitàb-i-Asmà riguardo a Colui che Dio renderà manifesto, egli stesso scrive, essere già presente: “Se non fosse stato a causa della Sua presenza frammezzo a questa gente, non avremmo né prescritto leggi né decretato proibizioni. È solo a glorificazione della Sua Causa che abbiamo enunciato certe leggi …. Sì che nell’ora della Sua manifestazione possiate conseguire per Suo tramite il beneplacito di Dio …”cite-ref-29[29] Vi fu chi disse che l’avvento di tale figura sarebbe stato profetizzato dal Bab fra 1.500-2.000 anni.cite-ref-30[30], ma senza alcun supporto testuale.
Accettazione del Bábismo
Bahá'u'lláh ebbe notizia della missione del mwaqeBáb attorno ai 27 anni, tramite un contatto di mwaqiMullá Husayn, ne accettò la rivelazione e ne divenne uno dei più influenti sostenitori, prodigandosi per la diffusione del movimento specialmente nella sua provincia di originecite-ref-31[31]. Il prestigio che godeva fra la gente della sua provincia natale gli aprì molte porte, e i suoi viaggi per diffondere i principi del mwaqcBabismo ebbero un buon successo, anche nell'ambiente religioso tradizionale. Bahá'u'lláh, nell'estate del mwaqg1848, partecipò alla mwaqkConferenza di Badasht nella provincia di mwaqoKhorasan, dove 81 eminenti seguaci del mwaqsBáb si incontrarono per 22 giorni tra il 26 giugno e il 17 luglio del mwaqw1848. Le figure chiave della conferenza furono mwaq0Táhirih, mwaq4Quddús e lo stesso Bahá'u'lláh.
In quel congresso si manifestarono due correnti di pensiero: una voleva come inalterata la mwaralegge islamica e quindi mantenere il mwareBabismo nell'Islam, e l'altra che affermava che con l'avvento del mwariBáb iniziava una nuova era religiosa, Bahá'u'lláh e mwarmTáhirih presero posizione per questa seconda linea che alla fine risultò vincentecite-ref-jcole-32-0[32]. Quando il governo persiano mandò l'esercito contro un gruppo di seguaci del mwargBáb, alla fine del mwark1848, Bahá'u'lláh cercò di raggiungere i bábi ma fu preso e imprigionato prima che li potesse raggiungerecite-ref-jcole-32-1[32]. Negli anni successivi i seguaci del mwar4Báb furono massacrati in diverse province della Persiacite-ref-jcole-32-2[32].
Primo esilio
Al fine di reprimere i disordini che seguirono la fucilazione del mwasuBáb, il governo persiano intervenne con diversi provvedimenti. Attraverso degli informatori presenti negli ambienti babí, ritenne che Bahá'u'lláh fosse il vero leader della comunità.cite-ref-33[33] Nel giugno 1851 fu chiesto a Bahá'u'lláh di lasciare il paese. Bahá'u'lláh si recò a Karbala in Iraq dove esisteva un piccolo gruppo babí.cite-ref-a-34-0[34] Nel frattempo il primo ministro Mirza Taghi Khan fu sostituito con Mirza Agha Khan di Nur, concittadino di Bahá'u'lláh. Questi decise di migliorare le relazioni con i babí e per questo pensò di avvalersi di Bahá'u'lláh. Lo richiamò in patria nel marzo 1852 e Bahá'u'lláh terminò così quel suo esilio in Karbalacite-ref-a-34-1[34]. Tornato a Teheran, fu per diversi mesi ospite del primo ministro, in casa di un fratello di quest’ultimo a Shemiran, vicino a Teheran. Secondo Nabil Zarandi, importante storico bahá'í, in quel luogo Bahá'u'lláh incontrò anche Azim, l’organizzatore del futuro attentato allo Scià e cercò di dissuaderlo dal suo insano progettocite-ref-35[35].
L'attentato
Dopo la fucilazione del mwatgBáb, nel mwatk1850, alcuni babí, capeggiati da un certo Azim, complottarono di assassinare lo scià mwatoNasser-al-Din Shah, per vendicare l'esecuzione del Bábcite-ref-psmith-36-0[36]. Bahá'u'lláh, aveva condannato l'illazione di tale follia, ma inutilmente: il fallito attentato ebbe luogo il 15 agosto mwat81852.cite-ref-psmith-36-1[36]. Gli attentatori furono uccisi e nonostante avessero dichiarato di aver agito da soli si scatenò un mwauqpogrom contro l'intera comunità dei seguaci del Báb. Molti tra loro, come ad esempio la poetessa mwauuTáhirih, furono uccisi: altri, compreso Bahá'u'lláh, furono imprigionaticite-ref-psmith-36-2[36].
Agli occhi del governo la posizione di Bahá'u'lláh era gravissima dato che Egli era considerato come il leader della comunità babí, ma diverse persone importanti conoscevano o erano parenti di Bahá'u'lláh: il primo ministro era un suo concittadino, il cognato di Bahá'u'lláh (Majid ᾉhani, marito della sorella) era segretario nell'Ambasciata russa in Persiacite-ref-37[37] e lo stesso Ambasciatore russo era un conoscente diretto di Bahá'u'lláh. Personaggio quest'ultimo che, perorandone di persona l'innocenza completa, chiese a più riprese la liberazione di Bahá'u'lláh. Nonostante questo lo Scià condannò Bahá'u'lláh a quattro mesi di prigionia nel Siyáh-Chál, al termine dei quali Bahá'u'lláh fu liberato dalla prigione ed esiliato. L'amico Ambasciatore gli offrì asilo politico in Russia, ma Bahá'u'lláh accettò la condanna all'esilio che dapprima si rivelò essere in mwau8Iraq, allora sotto il dominio mwavaottomano. Nei primi giorni di aprile del mwave1853 Bahá'u'lláh e la sua famiglia arrivarono a mwaviBaghdadcite-ref-psmith-36-3[36].
Fu a Teheran durante l'imprigionamento nel Siyáh-Chál (letteralmente pozzo nero, una ex cisterna per l'acqua) che Bahá'u'lláh ebbe diverse esperienze mistiche e una visione che gli indicò di essere il Messaggero di Dio la cui venuta era stata profetizzata dal mwavgBáb, ma celò tale evento e, solo dal 1863 in poi e molto gradualmente, rese partecipe dapprima la comunità babista e poi il mondo intero di tale avvenimentocite-ref-38[38].
Baghdad
Il mwawmBáb, durante la sua prigionia nella fortezza di Chehriq, qualche tempo dopo il martirio del suo discepolo mwawqQuddús, scrisse nel mwawu1849 una lettera intitolata mwawyLawh-i Vasaya, considerata come il suo mwawctestamento, col quale nominava Ṣubḥ-i Azal suo successore e guida della comunità babí dopo la sua morte, fino al momento in cui non sarebbe apparso "Colui che Dio renderà manifesto" (man yuẓhiruhu lláh, in arabo: من یظهر الله , e in persiano: مظهر کلّیه الهی ). Ṣubḥ-i Azal era un fratellastro di Bahá'u'lláh.
mwawkṢubḥ-i-Azal era riuscito a scampare alla sanguinosa repressione dei Babí a Tákur e, sotto mentite spoglie di derviscio, ad arrivare a Bagdad, dove visse nascosto col falso nome di Ḥájí 'Alíy-i lás Furúsh, mantenendo i contatti con la Comunità babí tramite degli emissari chiamati "Testimoni del Bayán"cite-ref-39[39]cite-ref-40[40]. Mentre Ṣubḥ-i Azal era intento a non far notare la sua presenza a Baghdad (come usanza degli shi'iti) nel timore di essere arrestato, Baha'u'llah divenne il chiaro punto di riferimento della comunità. Baha'u'llah come gli altri babí riconobbe Ṣubḥ-i Azal come capo della loro comunità, almeno nei primi tempi, sia nelle sue mwaxilettere che pubblicamente.cite-ref-41[41]. La pavida assenza di Ṣubḥ-i Azal portò però col tempo i Babí a rivolgersi sempre più a Bahá'u'lláh.
Nel mwaxg1852, nella prigione sotterranea di Siyah-Chal ("il buco nero") a Teheran, Baha'u'llah ebbe l'esperienza mistica che lo rese cosciente del fatto d'essere lui stesso "Colui che Dio renderà manifesto", ma fu solamente nell'aprile del mwaxk1863 che annunciò la sua missione ad un piccolo gruppo di Babí, una dozzina di giorni prima di lasciare Baghdad in seguito al nuovo esilio a mwaxoCostantinopoli. La maggioranza dei Babí lo riconobbe come tale e divennero seguaci della nuova Fede da lui fondata, la religione mwaxsBahá'í. Ma mwaxwṢubḥ-i Azal non riconobbe come fondata la sua pretesa, e una piccola parte della comunità dei Babí lo seguì e gli restò fedele. Entrambi i gruppi continuarono comunque ad essere sottoposti all'esilio.
Kurdistan
In seguito a una crisi interna al movimento babista causata da Ṣubḥ-i Azal, il 10 aprile mwax81854 Bahá'u'lláh lasciò la sua famiglia alla cura del suo fratello Mirza Musa e si recò con un compagno tra le montagne del mwayaKurdistan, a nordest di Baghdad, vicino alla città di mwayeSulaymaniyahcite-ref-psmith-36-4[36]. Più tardi scrisse di aver voluto evitare, con quella partenza, di essere motivo di contrasti o di disgregazione nella comunità babista e che tale ritiro non prevedeva ritornocite-ref-42[42]. Bahá'u'lláh visse da solo per due anni tra le montagne del Kurdistan, alla stregua di un mwayoderviscio e divenne conosciuto come mwaysDarvish Muhammad-i-Iranicite-ref-psmith-36-5[36]cite-ref-43[43].
Durante quel periodo Bahá'u'lláh suscitò l'interesse della gente e dei notabili mwazuSufi del posto che gradualmente ne apprezzarono il sapere e la saggezza, cercandone consiglio. Tra quelle montagne Bahá'u'lláh scrisse le mwazymwazcQuattro valli e altre epistole. A Baghdad, nel frattempo, la comunità babista era caduta in confusione e nella disorganizzazione più ampia. Alcuni fedeli e la famiglia di Bahá'u'lláh cercarono quindi Bahá'u'lláh e avendo appreso che tra le montagne del Kurdistan viveva un certo Darvish Muhammad, avendone intuito la sua identità, lo fecero supplicare di tornare a Baghdadcite-ref-jcole-32-3[32]. Il 19 marzo mwazw1856, dopo due anni di isolamento volontario in Kurdistan Bahá'u'lláh tornò così a Baghdadcite-ref-psmith-36-6[36].
Ritorno a Baghdad
Bahá'u'lláh, rientrato da quella lontananza, operò per rivitalizzare la comunità dei fedeli sia tramite della corrispondenza che attraverso i suoi scritti dove illustrava e spiegava il pensiero del mwaacBábcite-ref-psmith-36-7[36]. La comunità, le autorità locali, e un numero crescente di fedeli guardò sempre più a lui come al vero leader del movimento religioso del Báb. Crebbero la simpatia nei suoi confronti anche da parte del locale clero mwaawsunnita e la sua influenza in città fiorì, ma al contempo aumentò l'apprensione e l'inquietudine del clero e dei rappresentanti del confinante governo persianocite-ref-44[44].
Bahá'u'lláh rimase a Baghdad per sette anni, dopo il suo ritorno dalle montagne di Sulaymaniyah, e durante tale soggiorno preparò la gente alla sua dichiarazione di essere il Messaggero di Dio lungamente atteso, anche in compimento alla profezia del mwabiBáb. A Bagdad Bahá'u'lláh produsse molte scritture toccando i più svariati temi, tra cui varie epistole e altri scritti, come il mwabmLibro della Certezza, le mwabqParole Celate e le Gemme dei Misteri Divinicite-ref-psmith-36-8[36]. Il governo persiano, informato della sua crescente influenza richiese al governo ottomano l'estradizione di Bahá'u'lláh in mwaboPersia, ma il governo ottomano si rifiutò, decidendo invece di spostarlo a mwabsCostantinopolicite-ref-psmith-36-9[36].
Dichiarazione del Ridván
Il tempo per preparare quest'ulteriore allontanamento da Bagdad a Costantinopoli di Bahá'u'lláh, della sua famiglia e di alcuni fedeli seguaci, fu di dodici giorni, dal 21 aprile al 3 maggio mwaci1863cite-ref-eesslemont-27-2[27]cite-ref-45[45]. Nel primo di questi dodici giorni, il 21 aprile 1863, Bahá'u'lláh rivelò ai seguaci presenti la sua missione di Messaggero di Dio.
«[Dichiarò] di essere Colui la cui venuta era stata predetta dal Báb: il Prescelto da Dio, il Promesso da tutti i Profeti!»
(cite-ref-46[46])
Il giardino dove trascorse quei 12 giorni e in cui avvenne tale rivelazione è noto ai bahá'í come il mwademwadiGiardino di Ridván e riveste per i bahá'í un grande valore simbolico oltre che spiritualecite-ref-eesslemont-27-3[27]. La Dichiarazione nel giardino di Ridván fu l'inizio di una nuova fase per la comunità babista e costituì il punto di partenza della Fede bahá'í come movimento distinto e separato dal mwadcBábismocite-ref-psmith-36-10[36]. La Dichiarazione ed il periodo dei dodici giorni trascorsi da Bahá'u'lláh nel giardino vengono commemorati e celebrati come la festa di mwadwRidván, la mwad0Festività più grande della Fede bahá'í.
Trasferimenti e Prigionia
A Bahá'u'lláh fu dato, dalle autorità ottomane, l'ordine di trasferirsi a Costantinopoli e, sebbene non fosse formalmente prigioniero, tale esilio forzato da mwaeaBaghdad fu l'inizio di un altro periodo che lo avrebbe visto subire altri esilii e alla fine confinarlo nella colonia penale di Acri, l'attuale mwaeeSan Giovanni d'Acricite-ref-eesslemont-27-4[27].
Costantinopoli
Lo spostamento di Bahá'u'lláh, accompagnato da membri della sua famiglia e da un gruppo di seguaci, da Baghdad a Costantinopoli durò oltre tre mesi, dal 3 maggio al 17 agosto mwaeg1863cite-ref-psmith-36-11[36]. Durante quel viaggio fu trattato con grande rispetto in ogni città che attraversò e, arrivato a Costantinopoli, fu considerato come ospite del governo, ma non è chiaro il perché le autorità ottomane non consentirono la sua estradizione in Persia preferendo inviarlo nella loro capitalecite-ref-psmith-36-12[36].
Il motivo potrebbe essere stato di natura politica, vista la grande influenza sociale che Bahá'u'lláh aveva assunto, perseguendo in sé il progetto di un mondo nuovo senza alcun cenno di adeguarsi alla linea politica delle autorità ottomanecite-ref-psmith-36-13[36]. Dopo più di tre mesi di soggiorno a Costantinopoli gli fu ordinato di spostarsi ad mwafyAdrianopoli, sempre a seguito di pressioni dell'ambasciatore persiano e fors'anche al suo mancato allineamento alle usanze governative ottomanecite-ref-psmith-36-14[36].
Adrianopoli
Nei giorni dal 1º al 12 dicembre mwaf01863 Bahá'u'lláh e la sua famiglia si trasferirono dunque ad mwaf4Adrianopoli, un trasferimento che, a differenza del precedente da Bagdad a Costantinopoli, ebbe tutte le caratteristiche dell'esiliocite-ref-psmith-36-15[36]. Bahá'u'lláh rimase ad Adrianopoli quattro anni e mezzo, assumendo apertamente la leadership della locale comunità babista chiamata pure baha'icite-ref-psmith-36-16[36]cite-ref-47[47].
La crescente autorevolezza di Bahá'u'lláh nella comunità e nella città portò alla definitiva rottura con mwagwMírzá Yahyácite-ref-psmith-36-17[36]. Nel mwahe1865 Mírzá Yahyá complottò, senza successo, per l'uccisione di Bahá'u'lláh, che rispose a tali gravi tentativi consigliando ai credenti' "pazienza, tranquillità e gentilezza"'cite-ref-psmith-36-18[36]. Delle testimonianze opposte dicono che furono i Baha'i ad assassinare degli Azali.cite-ref-48[48]cite-ref-49[49] I Baha'i sostengono che se ciò accadde fu contro l'evidente proibizione di Baha'u'llah, il quale fu interrogato al proposito dalle autorità ottomane e venne rilasciato dopo aver dichiarato la propria innocenza,cite-ref-50[50]cite-ref-51[51] ma gli Azali non accettarono tale versione dei fatti e sostennero Ṣubḥ-i Azal come da lui narrato a E.G. Browne, o una variante molto simile.cite-ref-52[52]
Dopo quegli avvenimenti, nel mwais1866 Bahá'u'lláh divulgò ampiamente di essere mwaiwColui che Dio renderà Manifesto, dandone comunicazione ufficiale e scritta a Mírzá Yahyá e distinguendo per la prima volta molto chiaramente i suoi seguaci come il mwai0mwai4Popolo di Bahacite-ref-psmith-36-19[36]. Dopo l'evidenza di tale ribadito annuncio, Bahá'u'lláh invitò i babisti a scegliere tra lui e Mírzá Yahyá, il quale essendo ancora il leader nominale del mwajmmovimento babista, vide sfumare definitivamente ogni sua ambizione di leadership essendo chiaramente apparso mwajqColui che Dio renderà Manifesto per iniziare una nuova fede religiosacite-ref-jcole-32-4[32].
Mírzá Yahyá rispose rivendicando di essere lui il profetizzato dal Báb, ma il suo tentativo risultò largamente impopolare ed ebbe inadeguato seguito, rimase solo con una piccola minoranzacite-ref-53[53]. Nel 1867 Mírzà Yahyà sfidò Bahá'u'lláh ad un incontro pubblico in una moschea di Adrianopolicite-ref-54[54], l'incontro fu allora organizzato per chiarire da quale parte fosse la guida Divina, Bahá'u'lláh accettando la sfida di Mírzá Yahyá si recò nella moschea stabilita, ma Mírzà Yahyà non presentandosi perse ogni sua credibilità.cite-ref-55[55]cite-ref-56[56] Bahá'u'lláh fu così ben confermato dalla maggioranza della comunità come mwakoColui che Dio renderà Manifesto e i suoi seguaci iniziarono a chiamarsi solo Bahá'ícite-ref-jcole-32-5[32].
Lettere ai governanti
Durante il suo soggiorno ad Adrianopoli Bahá'u'lláh si dedicò alla proclamazione della sua missione, sia con scritti che tramite suoi inviati. Diede istruzioni ad alcuni suoi seguaci di far conoscere la Sua mwaleRivelazione a quei babisti dell'mwaliIraq e della mwalmPersia che non ne avevano avuto ancora notizia e al contempo chiese ai bahá'í di impegnarsi per una maggiore unitàcite-ref-psmith-36-20[36]. Sempre in questo periodo Bahá'u'lláh proclamò l'avvento della mwalgFede bahá'í anche con lettere a mwalkRe e governanti del mwalomondo chiedendo loro di accettare la Sua mwalsRivelazione, rinunciando ad effimeri benefici materiali, lavorando invece per comporre le dispute tra le genti e per migliorare le cose del mondo e dei suoi popoli, riducendo gli armamenticite-ref-psmith-36-21[36].
La tavola di Bahá'u'lláh alla regina Vittoria la elogiava per il sistema britannico di democrazia parlamentare e la elogiava per aver abolito la tratta degli schiavi: «Siamo stati informati», scrisse, «che avete proibito il commercio di schiavi, sia uomini che donne. Questo veramente, è ciò che Dio ha ingiunto in questa meravigliosa Rivelazione».cite-ref-57[57]
Acri
Essendo ormai realmente divisi, i seguaci di Mírzà Yahyà cercarono di screditare Bahá'u'lláh agli occhi delle autorità ottomane, accusandolo di causare agitazioni contro il governo.cite-ref-0-58-0[58] Vennero effettuate delle indagini, le quali scagionarono Bahá'u'lláh, ma portarono all'attenzione del governo che Bahá'u'lláh e Mírzà Yahyà avevano divergenti rivendicazioni religiose, e, temendo che ciò potesse causare del futuro disordine, decisero di esiliare i due leadercite-ref-0-58-1[58], mandando il gruppo con Mírzà Yahyà à mwanmFamagosta nell'isola di mwanqCipro, e l'altro gruppo con Bahá'u'lláh nella colonia penitenziaria di mwanuSan Giovanni d'Acri (ʿAkká) in mwanyPalestinacite-ref-59[59]. Lasciarono Andrianopoli il 12 d'agosto del mwans1868, (22º giorno di Rabí'u 'l-Thání 1285 mwanwE).
Quando poi Cipro passò sotto il controllo britannico, Ṣubḥ-i Azal venne liberato, ma poiché lui cercava la sua sicurezza rimase a Cipro, libero, e l'mwan4Impero britannico continuò a versargli la pensione che gli era stata versata fino ad allora dalla Sublime Porta ottomana come prigioniero di Stato. Durante tutti quegli anni d'esilio, gli Azali vissero tra di loro e sotto stretta sorveglianza, e Ṣubḥ-i Azal non fece mai proseliti poiché non voleva avere problemi col governo. Gli abitanti di Famagosta lo consideravano come un sant'uomo musulmano e sembrava vivere come uno di loro.
Bahá'u'lláh, la sua famiglia e i suoi seguaci, nuovamente trasferiti, lasciarono Adrianopoli il 12 agosto mwaoa1868 e dopo un viaggio per terra e per mare, attraverso mwaoeGallipoli in mwaoiTurchia, e l'mwaomEgitto, arrivarono ad Acri il 31 agosto e furono confinati in alcune caserme della Cittadellacite-ref-psmith-36-22[36]. Agli abitanti di Acri fu detto che i nuovi prigionieri erano nemici dello mwaogStato, di mwaokDio e della mwaooreligione e che ogni familiarizzazione con loro era rigorosamente vietatacite-ref-psmith-36-23[36]. Le condizioni di vita durante il primo anno di reclusione ad Acri furono molto dure e difficili: molti si ammalarono e tre bahá'í morironocite-ref-psmith-36-24[36].
Col tempo però la gente e i funzionari governativi iniziarono ad apprezzare e a rispettare Bahá'u'lláh e i bahá'í; parimenti le condizioni della prigionia migliorarono, e infine, dopo la morte del mwapqsultano mwapuAbdu'l-Aziz fu anche permesso a Bahá'u'lláh di visitare i dintorni e di lasciare la cittàcite-ref-psmith-36-25[36]. Dal mwapo1877 fino al mwaps1879 Bahá'u'lláh visse nella casa chiamata di Mazra'ihcite-ref-psmith-36-26[36]. Da Acri Bahá'u'lláh scrisse diverse altre lettere annunciando la sua missione anche ai leader del mondo inclusi:
• mwaqmPio IX
• mwaquNapoleone III
• mwaqcAlessandro II di Russia
• mwaqkGuglielmo I di Prussia
• mwaqsVittoria d'Inghilterra
• mwaq8‘Abdu’l-‘Azíz
• mwareNasser al-Din Shah Qajar
• i governanti delle mwarmAmeriche
Ultimi anni
Bahjí
Bahá'u'lláh trascorse gli ultimi anni della propria vita (mwars1879-mwarw1892) nella mwar0mwar4Villa di Bahjí, appena fuori Acri, pur essendo ancora formalmente un prigioniero dell'mwar8Impero ottomanocite-ref-psmith-36-27[36]. Durante tale periodo, fu soprattutto il figlio maggiore mwasq'Abdu'l-Bahá che si occupò dell'attività amministrativa e organizzativa della comunità. Bahá'u'lláh rivelò lì diverse opere compreso il mwasuKitáb-i-Aqdas, il libro delle sue leggi, oltre a diversi scritti sulla sua visione di un mondo unito e sulle necessità di un cambiamento etico nella società globale; rivelò anche diverse preghierecite-ref-psmith-36-28[36]. Il 9 maggio mwaso1892 Bahá'u'lláh contrasse una leggera febbre che aumentò nei giorni successivi fino a portarlo al trapasso il 29 maggio. Bahá'u'lláh venne sepolto nel mwasssantuario situato vicino alla mwaswVilla di Bahjícite-ref-60[60]. Attualmente il santuario di Bahjí rappresenta per i Bahà'í il luogo più sacro e la direzione della preghiera ( mwateQiblih ) oltre che meta di pellegrinaggio.
Fu a Bahjí, nell'aprile del 1890, che un Professore dell'Università di Cambridge: mwatmEdward Granville Browne, visitò Bahá'u'lláh. Ecco parte della narrazione di quello storico incontro:
«... trascorsero un paio di secondi prima che, con un palpito di meraviglia, mi rendessi definitivamente conto che nella stanza v'era qualcuno. Nell'angolo dove il divano incontrava il muro, sedeva una figura meravigliosa e venerabile, coronata da un copricapo di feltro... Mai potrò dimenticare il viso di colui che stavo guardando con intensità, sebbene ora io sia incapace di descriverlo. Quegli occhi penetranti sembravano leggere nell'anima; la fronte assai spaziosa denotava possanza e autorità, mentre le profonde rughe del viso e della fronte dimostravano un'età che il nero corvino dei capelli e della magnifica barba fluente, pareva contraddire. Non v'era certo bisogno di chiedere alla presenza di chi mi trovassi, mentre m'inchinavo dinanzi a colui che è oggetto di devozione e d'amore tali che i re possono invidiare e gl'imperatori sospirare invano! Una voce dignitosa e gentile m'invitò a sedere e indi proseguì: <sia lodato Iddio che tu giungesti! ... Sei venuto a vedere un prigioniero e un esule... Noi desideriamo soltanto il bene del mondo e la felicità delle nazioni, punibile con la cattività e l'esilio... Tutte le nazioni abbraccino la medesima fede e tutti gli uomini divengano fratelli; i legami d'affetto e d'unione fra la progenie umana si rafforzino; le diversità di religione cessino e l'antagonismo di razza svanisca: che male v'è in ciò? Eppure tutto ciò avverrà; le lotte infruttuose, le guerre rovinose svaniranno e si avrà l'avvento della 'più grande pace' ... Non avete bisogno di ciò anche voi in Europa? Non è questo ciò che Cristo predisse? Eppure vediamo i vostri re e governanti sperperare i loro tesori più prodigamente nei mezzi di distruzione della razza umana che in ciò che potrebbe apportare felicità all'umanità stessa. Queste lotte, questo spargimento di sangue e le discordie devono cessare e tutti gli uomini vivere come consanguinei in una sola famiglia ... Che nessuno si glori d'amare il proprio Paese; si glori piuttosto d'amare il genere umano...»
(Browne, A Traveller’s Narrative, XXXVIII-XL)
La successione
Bahá'u'lláh nel suo testamento, chiamato Kitáb-i-'Ahd: Libro del mwatcPatto, nominò il figlio mwatg'Abdu'l-Bahá come successore ed interprete dei suoi scritticite-ref-61[61]cite-ref-62[62]cite-ref-63[63]:
«In verità Dio ha disposto che lo stadio del Ramo Maggiore [Muhammad-'Alí] sia inferiore a quello del Ramo Massimo ['Abdu'l-Bahá]. In verità Egli è l'Ordinatore, l'Onnisciente. Abbiamo trascelto «il Maggiore» dopo «il Massimo», secondo il decreto di Colui Che è l'Onnisciente, Colui Che è di tutto accorto.»
(Bahá’u’lláh, Kitáb-i-'Ahd)
mwauc'Abdu'l-Bahá s'era da sempre dimostrato molto capace e devotocite-ref-psmith-36-29[36]. La nomina di Mírzá Muhammad `Alí come subordinato ad Abdu'l-Bahá nella successione creò gelosia in seno alla famiglia. Mírzá Muhammad `Alí covò del risentimento che sfociò in un'aperta ribellione al fratello. Vi fu quindi un principio di scisma in seno alla comunità, che non ebbe però seguito. I sostenitori dei due fratellastri si rivolsero delle accuse, il gruppo fedele ad mwau4Abdu'l-Bahá si definiva mwau8sabetin, cioè i saldi (nella fede), mentre l’altro gruppo con il termine mwavanaqezin, cioè rinnegati. I sostenitori di Mírzá Muhammad `Alí chiamavano sé stessi mwavimovahhedin, cioè monoteisti; mentre l’altro gruppo veniva indicato con il termine mwavmmoshrekin, cioè politeisti, intendendo con ciò che mwavq'Abdu'l-Bahá si considerasse allo stesso livello del fondatore della Fede.cite-ref-64[64] Fu per chiarire tale maldicenza che Abbàs Effendi prese per sé il titolo di 'mwavk'Abdu'l-Bahá (servo di Bahá) rispondendo così palesemente alle false accuse del fratellastro di considerarsi allo stesso livello del padre.cite-ref-65[65] La quasi totalità confermò mwav4'Abdu'l-Bahá come Centro del Patto, successore ed unico interprete autorevole degli scritti di Bahá'u'lláh.
Dopo Bahá'u'lláh e il trapasso di'Abdu'l-Bahá, in base al suo testamento, il successore fu, mwawaShoghi Effendi, chiamato anche Custode della Fede. Dal 1963 il centro del Patto, o Guida mondiale della Comunità baha'i è diventata la Casa Universale di Giustizia, Istituzione preannunziata nel Kitáb-i-'Aqdas, il Libro delle leggi di Bahá’u’lláh, dato alle stampe già nel 1891 a Bombay in India. Solo chi conosca nei particolari la storia della Fede baha'i può aver idea di quale e quanta sofferenza abbiano superato le Figure centrali della Fede baha'i, per preservarne l'unità e la bellezza, consegnando così intatto il timone che guida la Comunità mondiale baha'i alla Casa Universale di Giustizia.
Insegnamenti
Gli insegnamenti di Bahá’u’lláh trattano temi quali la dinamica e lo scopo della vita umana relata alla Rivelazione divina, la nobiltà potenziale dell’essere umano, lo sviluppo delle qualità spirituali, e vari insegnamenti etici per la società. La Religione, secondo Bahá'u'lláh, si rinnova attraverso le epoche storiche grazie al lavoro di Profeti e Messaggeri, chiamati negli scritti bahá'í anche 'Manifestazioni divine', questo concetto è spiegato negli scritti di Bahá'u'lláh come mwawmrivelazione progressiva.cite-ref-1-17-1[17]
Il tema centrale degli scritti di Bahá'u'lláh è l'unità e la pace universale che vengono intese come “l’obiettivo supremo di tutta l’umanità”cite-ref-3-66-0[66].
mwaw4Shoghi Effendi, pronipote di Bahá'u'lláh, e guida a capo della mwaw8Fede bahá'í tra il 1921 e 1957, ha riassunto così gli elementi essenziali del suo messaggio:cite-ref-3-66-1[66]
«La ricerca indipendente della verità, libera da impedimenti di superstizioni o tradizioni, l’unicità dell’intera razza umana, principio basilare e dottrina fondamentale della Fede, l’essenziale unità di tutte le Religioni, la riprovazione di ogni forma di pregiudizio religioso, razziale, sociale o nazionale, l’armonia che deve esistere fra Religione e Scienza, la parità di uomini e donne, le due ali con cui l’umanità, come un uccello, può volare, l’introduzione dell’educazione obbligatoria, l’adozione di una lingua ausiliaria universale, l’abolizione degli estremi di ricchezza e povertà, l’istituzione di un tribunale mondiale per comporre le controversie fra le nazioni, l’esaltazione del lavoro elevato al rango di culto, se compiuto in spirito di servizio, la glorificazione della giustizia come principio dominante nella società umana e della religione come baluardo per la protezione di tutti i popoli e le nazioni, l’instaurazione di una pace permanente e universale come scopo supremo di tutta l’umanità.»
Bahá’u’lláh afferma che tutti gli esseri umani sono stati creati nobili e hanno capacità o sacri talenti che singolarmente si sviluppano tramite l’educazione e l'istruzione, prima in famiglia, poi scolastica, e in comunione e consultazione col prossimo, esplorando via via la realtà e la verità che discerna ciò che è utile oppure dannoso, scegliendo così il bene dal male. Abdu’l-Bahá’ in un discorso del 15/11/1912 a New York ricorda che Bahá’u’lláh dice che la religione dev’essere conforme alla scienza e alla ragione ed essere fonte d'unità e amicizia nel mondo, altrimenti non è religione.
«Il primo fra i grandi principi che Egli ha rivelato è quello dell’indagine della realtà. Il significato è che ogni singolo membro dell’umanità è esortato e sollecitato ad accantonare le credenze e le tradizioni superstiziose e le cieche imitazioni delle forme ancestrali della religione e a indagare la realtà per conto proprio. Dato che la realtà fondamentale è una sola, indagando la realtà, tutte le religioni e le nazioni del mondo diverranno una sola. L’annuncio di questo principio non si trova in nessuno dei Libri sacri del passato.
Un secondo principio caratteristico degli insegnamenti di Bahá’u’lláh è quello che comanda di riconoscere l’unità del mondo umano. Rivolgendosi a tutta l’umanità, Egli dice: "Siete tutti foglie di un solo albero". Non ci sono differenze o distinzioni di razza fra voi, agli occhi di Dio. No, tutti sono servi di Dio, immersi nell’oceano della Sua unità. Nessun’anima ne è priva. Al contrario, tutti ricevono le munificenze di Dio. Ogni creatura umana ha una porzione dei Suoi doni e una parte del Suo fulgore, Dio è gentile con tutti. Gli esseri umani sono le sue pecorelle ed Egli è il loro vero Pastore. Nessun’altra scrittura contiene un’affermazione così ampia e universale, nessun altro insegnamento proclama questo inequivocabile principio di solidarietà del genere umano. Per quanto riguarda possibili distinzioni, il massimo che Bahá’u’lláh dice è che le condizioni fra gli uomini variano, che alcuni per esempio sono imperfetti. Perciò queste anime devono essere educate per poter essere portate al livello della perfezione. Alcuni sono ammalati e sofferenti e devono essere trattati e curati fino a guarire. Alcuni sono addormentati, devono essere ridestati. Alcuni sono immaturi come bambini, devono essere aiutati a conseguire la maturità. Ma tutti devono essere amati e apprezzati. Il bambino non deve essere detestato, semplicemente perché è un bambino. No, deve invece essere pazientemente educato. Il malato non deve essere evitato e non gli si deve mancare di rispetto, solo perché soffre. No, deve invece essere considerato con simpatia e affetto e trattato finché non guarisca. L’anima che dorme non deve essere guardata con disprezzo, ma ridestata e guidata verso la luce.»
(La Promulgazione della pace universale, pp. 473-474 § 7-8)
Opere
Bahá'u'lláh ha scritto una vasta quantità di testi, di cui solo una parte sono stati tradotti in inglese e conseguentemente in italiano.cite-ref-2-67-0[67]
Circa 15.000 opere sono attribuite a lui, molte di queste in forma di lettere e tavole a seguaci della sua Fede in Dio.cite-ref-2-67-1[67] Bahá'u'lláh ha anche scritto più trattati in forma di libro come le mwayiParole Celate, le mwaymSette Valli, il mwayqLibro della Certezza e il mwayuKitáb-i-Aqdas.cite-ref-68[68]cite-ref-69[69]mway4Shoghi Effendi (1897-1957) curò una selezione scelta di alcune tavole di Bahá'u'lláh e di altri suoi scritti che fu pubblicata col titolo di mway8mwazaSpigolature dagli scritti di Bahá'u'lláh. Il volume totale dei suoi scritti supera di 70 volte il Corano e 15 volte il Nuovo Testamento e il Vecchio Testamento messi assieme.cite-ref-70[70]
I libri e le lettere scritte da Bahá'u'lláh parlano di argomenti di carattere universale, della proclamazione del suo messaggio, di insegnamenti sociali e morali, leggi e pratiche bahá'í come pure molte preghiere e scritti per momenti di devozione e riflessione. Lo storico Jináb-i-Fádil-i-Mázindarání, analizzando gli scritti di Bahá'u'lláh ha affermato che quest'ultimo usava diversi stili di scrittura in arabo e persiano, per trattazioni che includono l'interpretazione di scritture sacre del passato, l'enunciazione di leggi e ordinanze, scritti misticicite-ref-71[71]cite-ref-72[72], scritti sulla governance, lettere a regnanti e governanti, scritti sulla conoscenza, sulla filosofia, sulla medicina, sull'educazione, il buon carattere, le virtù e altri temi sociali.cite-ref-73[73] Tutti gli scritti di Bahá'u'lláh, anche quelli redatti prima della proclamazione pubblica del suo messaggio nel 1863, sono considerati da Bahá'u'lláh contenuti della sua rivelazione divina.cite-ref-2-67-2[67]cite-ref-74[74]
Fotografie e immagini
Ci sono due note foto di Bahá'u'lláh, entrambe fatte nella stessa occasione nel 1868 durante la sua permanenza a Adrianopoli (oggi mwa1uEdirne). Quella in cui guarda alla macchina fotografica fu presa a scopo del rilascio del passaporto e può essere ritrovata nel libro di mwa1yWilliam Miller sulla mwa1cFede bahá'í. Copia di entrambe le foto sono al mwa1gCentro Mondiale bahá'í e una di queste è esposta negli Archivi Internazionali dove i bahá'í possono vederla nell'ambito di un pellegrinaggio organizzato. Al di là di specialissime occasioni i bahá'í non desiderano e non approvano siano esposte delle sue foto in pubblico, e tantomeno metterle nelle loro abitazioni. Anche le istituzioni bahá'í non approvano gli usi impropri dell'immagine di Bahá'u'lláh.
L'immagine di Bahá'u'lláh in se stessa non è offensiva per i mwa1obahá'í. Tuttavia è richiesto ai bahá'í di trattare l'immagine di ogni Manifestazione di Dio col più grande rispetto. Questa è la ragione per cui evitano di riprodurre anche qualsiasi raffigurazione di mwa1sGesù Cristo o di mwa1wMuhammad, inoltre non rappresentano alcun Messaggero divino nei loro lavori di tipo teatrale o cinematografico. Le copie summenzionate delle foto di Bahá'u'lláh sono quindi mostrate solamente in occasioni di grande importanza come fu per le sei conferenze mondiali che vennero organizzate nell'ottobre del 1967 che commemoravano l'anniversario della scrittura del libro mwa10Suriy-i-Mulúk ("la tavola ai re") uno dei più importanti scritti di Bahá'u'lláh.
Note
cite-note-11. ↑ “Laddove ha luogo il declino del giusto, o Principe, e l’affermarsi dell’ingiustizia, allora Io creo Me stesso nella forma dell’incarnazione. Per la protezione dei buoni, per la distruzione dei malvagi, per dare stabile fondamento al regno della giustizia, Io vengo nell’esistenza di età in età” (Bhagavad Gītā – Ubaldini Editore Roma – Traduzione di Icilio Vecchiotti – pp. 188-189)
cite-note-22. ↑ “Quando, o Mazdâ, verranno le albe splendenti dei giorni, quando, affinché il mondo faccia proprio l’ordine, con efficaci sentenze (si faranno valere) i disegni dei Salvatori? Chi sono coloro, ai quali il Buon Pensiero presterà il suo aiuto? A me, poiché da te io sono stato scelto per il compimento …” Gâthâ Ushtavaiti, (Y. 46. I sgg.) – Trad. A. Pagliaro - in: Persia Religiosa p. 55-
cite-note-33. ↑ Il buddha è anche detto il “Beato”, “Colui che ha vinto [le passioni], è adorno [delle qualità illuminate] ed è passato al di là [del samsāra]”, il “Vittorioso” … l’onnisciente … dalla condotta pura e “Colui che conosce il mondo”, la guida spirituale ineguagliata, il maestro che istruisce gli dei e gli uomini … Tutto questo si riferisce non solo al buddha storico Śākyamuni (Siddhārtha Guatama), ma anche a tutti i risvegliati del passato e del futuro che, come Śākyamuni, sono già pienamente illuminati o si illumineranno. (Philippe Cornu - Dizionario del Buddhismo, p. 77 – opera in bibliografia)
cite-note-44. ↑ “Vi ho detto queste cose mentre sto ancora con voi: ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre vi manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare tutto quello che io vi ho detto” (Giov. 14, 25-26)
cite-note-55. ↑ E non barattate il Patto di Dio a vil prezzo, che presso Dio v'è cosa migliore per voi, se solo lo sapeste! (Sura XVI, 95)
cite-note-cbuck-66. ↑ Christopher Buck, mwa3cop. cit. in bibliografia, p. 143-178
cite-note-77. ↑ "Bahá'u'lláh, parlando della trasformazione che ogni Rivelazione apporta nei modi, nei pensieri e nell'educazione della gente, rivela queste parole: mwa3s mwa30«Eppure scopo di ogni Rivelazione non è compiere una trasformazione radicale nell'intero carattere dell'umanità, trasformazione che si manifesti esteriormente e interiormente, che influenzi la vita interiore e le condizioni esteriori? Poiché, se il carattere dell'umanità non dovesse cambiare, l'inutilità delle Manifestazioni universali di Dio apparirebbe evidente.» E non pronunciò Cristo Stesso tali parole ai Suoi discepoli: mwa34 mwa4a«Molte cose avrei ancora da dirvi, ma per ora non ne siete capaci. Quando sarà venuto Lui, lo Spirito di verità, vi guiderà verso tutta la verità?» ... dalle parole di Cristo riportate nel Vangelo, sarà facile per ogni spassionato osservatore riconoscere la grandezza della Fede che Bahá'u'lláh ha rivelato e comprendere l'immensa portata della missione che Egli rivendicò". (Shoghi Effendi - L'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh; p. 29)
cite-note-81. (Salmi 89, 15)
cite-note-99. ↑ (Una svolta per tutte le nazioni, p. 5; Opera in bibliografia)
cite-note-1010. ↑ "Lo Scopo per cui l'unico vero Dio, esaltata sia la Sua gloria, Si è rivelato agli uomini è quello di portare alla luce le gemme nascoste nella miniera del loro vero e intimo essere. Che alle diverse comunità della terra e agli svariati sistemi di credi religiosi non debba essere permesso di alimentare sentimenti di animosità fra gli uomini è, in questo Giorno, l'essenza della Fede e della Religione di Dio. .... La religione è, per certo, lo strumento principe, apportatore di ordine nel mondo e di tranquillità fra le genti. L'indebolimento delle colonne della religione ha rafforzato e incoraggiato gli stolti, che si son fatti più arroganti. In verità vi dico: Maggiore il declino della religione, più puntigliosa la caparbietà degli empi; ciò non potrà che sfociare nel caos e nella confusione. Ascoltatemi, o uomini illuminati, e state accorti, o voi che siete perspicaci!" (Il Desio del Mondo, p. 59)
cite-note-1111. ↑ La Fede baha’i mira a una intesa e armonia tra le Nazioni e le Religioni ponendo in luce ciò che è implicito e dinamico nell’antico progetto Divino (venga il Tuo Regno), e che s’evidenzia sempre più come necessità per tutti i popoli.
cite-note-1212. ↑ "Non v'è altro Dio che Lui. A Lui appartengono la creazione e l'ordine. A Lui ritornano le opere dei fedeli" (Spigolature dagli Scritti di Bahá'u'lláh; p. 224)
cite-note-1313. ↑ mwa5mUnità nella diversità è uno dei princìpi cardine della Fede baha'í
cite-note-163. Bahá'u'lláh, mwa7eSpigolature dagli Scritti, p.272
cite-note-1-1717. ↑ J. E. Esslemont, mwa7cop. cit. in bibliografia, p. 17
cite-note-2020. ↑ "O Dio, Che sei Autore di tutte le Manifestazioni, Sorgente di tutte le Sorgenti, Fonte di tutte le Rivelazioni e Origine di tutte le Luci! Io attesto che pel Tuo Nome è stato adornato il cielo dell'intelletto, ha spumeggiato l'oceano della Parola e sono state promulgate le dispensazioni della Tua provvidenza fra i seguaci di tutte le religioni" (Baháʼu'lláh - Preghiere e Meditazioni - pp. 51-52)
cite-note-2323. ↑ J. E. Esslemont, mwa-cop. cit., p. 52.
cite-note-taherzadeh-2424. ↑ Adib Taherzadeh, mwa-8op. cit. in bibliografia p. 13.
cite-note-2525. ↑ Adib Taherzadeh, mwbamop. cit., p. 22.
cite-note-2626. ↑ J. E. Esslemont, mwbacop. cit., p. 36-40.
cite-note-eesslemont-2727. ↑ J. E. Esslemont, mwbbmibidem.
cite-note-2828. ↑ J. E. Esslemont, mwbbcibidem, p. 43.
cite-note-2929. ↑ (Il Báb Antologia, p. 130)
cite-note-3030. ↑ mwbb4mwbb8Così disse Fazlollah Sobhi, per lunghi anni segretario di Abdul baha, poi dissidente (pag. 11 del suo libro “Payame Pedar” pubblicato in lingua persiana)..
cite-note-3131. ↑ Hasan Balyuzi, mwbcmOp. cit. in bibliografia, pp. 35-37.
cite-note-jcole-3232. ↑ Juan Cole, mwbdeA Brief Biography of Baha'u'llah
cite-note-3333. ↑ mwbdumwbdyA Brief Biography of Baha'u'llah - Juan R.I. Cole – Department of History - University of Michigan.
cite-note-a-3434. ↑ mwbdwmwbd0ibidem.
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cite-note-7272. ↑ "Dio attesta l'unità della Propria Divinità e l'unicità del Proprio Essere. Sul trono dell'eternità, dalle inaccessibili vette del Suo stadio, la Sua lingua proclama non esservi altro Dio che Lui. È sempre stato Lui, indipendentemente da ogni altro, il testimone della Propria unicità, il rivelatore della Propria natura, il glorificatore della Propria essenza. In verità, è il Potentissimo, l'Onnipotente, il Leggiadro. Egli è supremo sui Suoi servi e sovrasta le Sue creature. Nella Sua mano si trova la sorgente dell'autorità e della verità. Dà la vita agli uomini con i Suoi segni e con la Sua collera li fa perire. Non Gli sarà chiesto conto delle Sue azioni e la Sua potenza è pari a tutto. È il Potente, il Soggiogatore. Tiene in pugno l'imperio di tutte le cose e nella Sua destra si trova il Regno della Sua Rivelazione. In verità, il Suo potere abbraccia l'intera creazione. Sue sono la vittoria e la suprema signoria. Suoi ogni potenza e dominio. Sue ogni gloria e grandezza. In verità, è il Gloriosissimo, il Potentissimo, l'Assoluto". (Il Desio del Mondo, p. 61)
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Bahāʾ Allāh, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Bahá'u'lláh, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
• citerefmlolOpere di Bahá'u'lláh, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di بهاء الله, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Bahá'u'lláh, su LibriVox.
• citerefgoodreads(EN) Bahá'u'lláh, su Goodreads.
• (EN) Bahá'u'lláh, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Bahá'u'lláh, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• mwbc0Sito ufficiale dell'Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í d'Italia, su bahai.it.
• mwbc8(EN) Religione ed etica: Bahai, su bbc.co.uk.
• mwbde(EN) Biografia di Bahá'u'lláh, su bahai.org (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2004).
• mwbdm(EN) O son of Man, dalle Parole Celate, su youtube.com.